Warning: Creating default object from empty value in /home/customer/www/accademiayoga.org/public_html/wp-content/themes/Alante_Pro/admin/main/inc/class.redux_filesystem.php on line 29

Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /home/customer/www/accademiayoga.org/public_html/wp-content/themes/Alante_Pro/admin/main/inc/class.redux_filesystem.php:29) in /home/customer/www/accademiayoga.org/public_html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8
ACCADEMIA YOGA ITALIA https://accademiayoga.org Formazione Insegnanti Yoga Accreditata Yoga Alliance e CSEN 250 e 500 ore Sat, 08 Sep 2018 10:28:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.7.2 https://i0.wp.com/accademiayoga.org/wp-content/uploads/2018/08/cropped-LOGO-INIZIALI-ACCADEMIA-1.jpg?fit=32%2C32&ssl=1 ACCADEMIA YOGA ITALIA https://accademiayoga.org 32 32 150113377 10 COMANDAMENTI DELL’INSEGNANTE DI YOGA https://accademiayoga.org/10-comandamenti-dellinsegnante-di-yoga/ https://accademiayoga.org/10-comandamenti-dellinsegnante-di-yoga/#respond Sat, 08 Sep 2018 10:28:36 +0000 http://accademiayoga.org/?p=199 Read More+

]]>
Ci sono professioni che hanno linee guida e protocolli rigidi. Se il professionista non li segue, è passibile di sanzioni più o meno pesanti.

Queste linee guida sono definite dagli ordini di appartenenza. I medici ne hanno uno a cui far capo, ma anche gli ingegneri, gli architetti, i giornalisti, gli psicologi…

Quella dell’insegnante di Yoga, in Italia così come nel resto del mondo, è una professione che non è regolamentata da un albo. In Italia, in particolare, entra nel calderone della Legge 4 del gennaio 2013, insieme a una miriade di altre professioni che tra loro hanno a che fare come la marmellata sui maccheroni. (leggi questo articolo, se vuoi saperne di più).

Esistono  molte associazioni, nazionali e internazionali, a cui far riferimento, ma ciascuna con i propri standard, le proprie regole e la propria politica etica. Difficile, anche in fase di definizione degli standard formativi, mettere tutti d’accordo.

Così, ciascun insegnante si adegua, facendo sponda un po’ di qua e un po’ di là ma senza avere una linea guida semplice, breve, chiara ed esaustiva. Ogni standard sembra fatto apposta per essere complicato e noioso. In questo modo si rischia di non sentirsi tutelati, senza contare l’aspetto più complesso del riconoscimento professionale.

Da un lato, l’annosa questione dell’abolizione degli ordini in Italia potrebbe senza dubbio portare più trasparenza e ridurre clientelismo e baronaggio, dall’altro rischierebbe di creare le premesse per un marasma incontrollabile nei vari settori. Più che abolire gli ordini, sarebbe forse opportuna una profonda e sapiente ristrutturazione. Ma qui si entra in una melma difficile da guadare e ne restiamo volentieri fuori.

Così, nel nostro piccolo, ai nostri allievi che arrivano a completare la formazione avanzata, insieme all’attestato, forniamo semplici linee guida. Nessun contratto, nessun giuramento, nessuna firma, in perfetta sintonia con la filosofia Yoga. Solo un semplice atto di volontà. Fornire il miglior servizio possibile ai propri clienti senza sconfinare in ciò che non ci compete né ci dovrebbe riguardare.

Ecco allora i “comandamenti”:

1. Insegna ciò che sai e continua a studiare ciò che non sai

Porta in classe ciò che sai. Il che significa che deve averne fatto esperienza personalmente. Ciò cha hai letto o sentito da altri non ti appartiene, non l’hai fatto tuo. Non lo puoi trasmettere.

2. Evita i sermoni

Conoscere la filosofia Yoga è bellissimo. Sapere ciò che dicevano o scrivevano i maestri antichi e ciò ch ti hanno trasmesso i tuoi maestri è emozionante. Ma nell’ora di pratica Yoga, insegna le tecniche di Yoga. Il resto non conta in quel momento. Puoi rispondere  domande in altre sedi.

3. Prima i principianti

È già complicato inserirsi in un gruppo all’interno del quale molti si conoscono tra loro e magari praticano Yoga da diverso tempo. Se poi parliamo, ridiamo, scherziamo, controlliamo soltanto i “vecchi” allievi, creiamo i presupposti per allontanare chiunque entri i contatto con noi per la prima volta. E fai molta attenzione, perché i “vecchi” allievi sono incosapevolmente coesi come muri di gomma con i nuovi arrivati. Senza contare che i principianti non conoscono gli asana, i loro nomi, le tecniche di respirazione. Non sanno qual è il tuo metodo. Ripetere i fondamentali con gioia e pazienza fa bene anche a te e a chi li ascolta ancora e ancora.

4. Quando correggi qualcuno, fallo per amore della sicurezza non della perfezione

Ok, ti hanno insegnato gli allineamenti. Ti hanno costretto a ore e ore di microaggiustamenti. Ti hanno terrorizzato con tutti i rischi possibili derivati da posture non allineate. Giusto. Giustissimo. Ma tu sai anche che ciascun individuo è ospite di un corpo diverso, con forme mentali diverse. Il tuo compito è quello di vedere questa diversità e operare con quella e solo con quella. La perfezione la lasciamo ai danzatori e ai funamboli di professione.

5. Evita i giudizi inutili

Se a qualcuno riesce un asana esteticamente perfetto, non sei costretto a esultare né a dire “bravo!” davanti al mondo. Se qualcun altro, durante le flessioni, non arriva a più di 15 gradi, non sei costretto a dire che può fare più di così. Al massimo, puoi avvicinarti e chiedere come va, dicendo se se la sente di andare un po’ più a fondo. Questo è tutto. E proprio in quest’ottica, ricorda che

6. Gli allievi hanno diritto al no

Anche se tu sai che potrebbero migliorare, lascia che sia una loro conquista, frutto di una decisione personale presa nel momento giusto. Possono saltare un esercizio, restare in savasana per tutto il tempo, uscire dall’aula prima del tempo. Ed è tutto ok.

7. Ricorda i tuoi confini

Tu insegni Yoga. O meglio, dello Yoga insegni ciò che sai (punto 1). Non sei un terapeuta, un medico, uno psicologo. Non sei lì per sedurre i tuoi allievi. Non devi per forza piacere a tutti. Resta nell’orto e coltiva i tuoi ortaggi.

8. Gli allievi hanno bisogni e desideri. Il tuo compito è soddisfare i primi

Pratichi Yoga, quindi lo sai che a volte si desidera fare “altro”. Se l’insegnante mi dice chaturanga e io vengo da una giornata difficile, il mio desiderio è makarasana. Ma se l’insegnante corre dietro ai bisogni di tutti, nessuno ne trarrà beneficio. Tu devi sapere cosa fare peché sia la classe intera a trarne beneficio, a prescindere dai “capricci”.

9. Presenza, respiro, allungamento, rinforzo, “circo”

Questo è il senso corretto per la pratica dello Yoga. Non il contrario. Non si comincia facendo i fuochi d’artificio ma ascoltandosi. Questo è un insegnamento imprescindibile.

10. Sii onesto

Porta in classe ciò che sei in quel momento. Non ha senso nascondersi dietro un dito. Se abbiamo avuto una nottata o una giornata difficile, abbiamo con noi ciò che ne deriva, non altro. Se siamo in tensione perché abbiamo un colloquio importante, ha senso portare questa tensione all’interno della pratica per farne uno strumento al servizio anziché cercare di reprimerla fingendo di “ommare” come un santone. Se ci siamo fatti male a una spalla spostando il divano di casa, non ha alcun senso fare l’eroe che deve portare a termine una missione a costo della vita. Quel giorno lì, sirsasana non lo fai. Sei umano, per tua fortuna. Punto.

 

 

]]>
https://accademiayoga.org/10-comandamenti-dellinsegnante-di-yoga/feed/ 0 199
DA MANAGER A INSEGNANTE YOGA https://accademiayoga.org/da-manager-a-insegnante-yoga/ https://accademiayoga.org/da-manager-a-insegnante-yoga/#respond Fri, 07 Sep 2018 15:39:14 +0000 http://accademiayoga.org/?p=192 Read More+

]]>
DA MANAGER A INSEGNANTE YOGA

Sembra quasi un modello da seguire. Negli ultimi anni, molte persone si sono dedicate anima e corpo all’insegnamento dello Yoga rinunciando a carriere da manager e imprenditori di successo.

Ormai è sport nazionale. Si chiama downshifting e si potrebbe pronunciare no-stress job. Molti manager, quadri d’azienda, imprenditori e anche qualche personaggio dello showbiz hanno abdicato al “personaggio in carriera” per dedicarsi ad attività meno faticose in termini emotivi e psicologici e più redditizie dal punto di vista del tempo libero e della serenità. Tra queste attività, negli ultimi due anni, spicca lo Yoga che molti non si limitano a praticare, preferendo frequentare corsi per diventare loro stessi insegnanti.

«Le sliding doors della vita mi hanno fatto capire che è molto meglio insegnare Yoga che essere l’AD di una SpA della produzione video. Dopo anni di management nella produzione video e tanto amore per la scrittura e il giornalismo che ancora è forte come i primi tempi, questo è ciò so. Perché ne ho fatto esperienza». A parlare è Lucia Morello, ex AD di una casa di produzione video e giornalista da sempre, oggi direttore di Accademia Yoga.

«Come me, sono tantissime le persone in tutto il  mondo che rinunciano alla carriera imprenditoriale nei settori più disparati per dedicarsi anima e corpo allo Yoga.» prosegue Lucia.

Molti iniziano a praticare le tecniche Yoga proprio per combattere lo stress accumulato durante gli impegni professionali e, con l’andar del tempo, se ne innamorano al punto da identificarsi con uno stile di vita, modificando molte delle vecchie abitudini, a partire dalle priorità.

Dove prima c’era la riunione del consiglio di amministrazione o con il cliente difficile, oggi c’è l’incontro di meditazione. Se prima tutto ruotava intorno al giudizio degli altri in merito al proprio operato, oggi tutto assume un senso dentro il sentire personale.

Si tratta di un cambiamento radicale ma che affascina sempre più persone in tutto il mondo. E se anche lo Yoga si trasformasse nel business ansiogeno da cui si scappa? Se anche chi dedica la propria vita allo Yoga si facesse fagocitare dal bisogno di riconoscimenti?

Il rischio è alto. Ma è lo Yoga stesso che insegna come evitarlo: l’importante è essere presenti a ciò che si fa. Di qualsiasi cosa si tratti. Anche dell’ennesimo selfie in posizioni circensi.

]]>
https://accademiayoga.org/da-manager-a-insegnante-yoga/feed/ 0 192
INSEGNARE YOGA IN ITALIA: A CHE PUNTO SIAMO https://accademiayoga.org/insegnare-yoga-in-italia-a-che-punto-siamo/ https://accademiayoga.org/insegnare-yoga-in-italia-a-che-punto-siamo/#respond Fri, 07 Sep 2018 14:38:41 +0000 http://accademiayoga.org/?p=183 Read More+

]]>
INSEGNARE YOGA IN ITALIA

A CHE PUNTO SIAMO

LEGGI E NORMATIVA

Allo stato attuale, in Italia, non esiste una legislazione defnita in merito alla professione di insegnante di Yoga. Fatta eccezione per l’onnicomprensiva legge n. 4 del 14 gennaio 2013 sulle professioni non organizzate in ordini o collegi (praticamente la maggior parte, In Italia), non esiste un normativa nazionale di riferimento in merito alla professione di insegnante di Yoga. Tanto meno, esiste un riferimento legislativo standardizzato ufficialmente riguardo l’iter formativo.

Tuttavia, esistono parametri standard riconosicuti a livello nazionale e internazionale a cui fare riferimento per scegliere tra le centinaia di proposte formative attualmente in essere. Questi parametri sono rintracciabili sui siti delle varie associazioni di riferimento, quali -a puro titolo esemplificativo e non esaustivo- Yoga Alliance (la più ri-conosciuta su scala internazionale), alcuni Enti di promozione sportiva affiliati al CONI, come ASI, CSEN o altri e, ancora, YANI Yoga Associazione Nazionale Insegnanti o IYF International Yoga Federation. Tutte queste associazioni hanno stilato uno standard preciso per la formazione o, quanto meno, danno utili consigli su come orientarsi nella scelta del percorso.

Già dal 2007, inoltre, tra alcune associazioni e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è stato siglato e rinnovato nel tempo, un protocollo d’intesa per l’insegnamento dello Yoga nelle scuole.

In alcune regioni, la professione dell’insegnante di Yoga è stata inserita tra le Discipline Bio Naturali e gli insegnanti che lo desiderano (e che dimostrano di essere in possesso dei requisiti idonei) possono chiedere di essere inseriti in un apposito registro pubblico di riferimento, a maggior tutela e garanzia del cittadino.

Allo stato dell’arte, esiste anche da dicembre 2016 una norma UNI di riferimento che sancisce le dinamiche formative per diventare un insegnante di Yoga, la cui qualità dei servizi possa essere certidicata da un Ente preposto (UNI, in questo caso) e che però ha un costo di 49,00 euro, quindi non accessibile a tutti. Sarebbe auspicabile la costituzione di un tavolo unico tra le varie associazioni e le scuole di formazione, così da rendere più stabile, coesa e unanime la voce degli enti che rappresentano tutti i professionisti dello Yoga. Ma al momento, siamo ancora lontano perfino dall’ipotesi.

Poiché, come detto, esistono comunque standard seri di riferimento, attualmente per scegliere un percorso formativo in relazione all’insegnamento dello Yoga, è possibile far riferimento ai differenti standard delle associazioni citate e di altre simili e, in funzione del proprio temperamento e delle preferenze personali, individuare l’Ente di formazione che riteniamo più idoneo.

]]>
https://accademiayoga.org/insegnare-yoga-in-italia-a-che-punto-siamo/feed/ 0 183